Prima edizione degli Stati Generali dell’ASL Vercelli: il bilancio dell’azienda tra innovazione, servizi e persone
Data di pubblicazione: 18/09/2026
Non solo una giornata per parlare di sanità, ma un’occasione per mostrare che cosa sta cambiando concretamente sul territorio e negli ospedali. È questo il senso della prima edizione degli Stati Generali dell’ASL Vercelli, in programma il 6 novembre al Teatro Civico. Un appuntamento aperto al pubblico, che al mattino metterà a confronto istituzioni e professionisti della sanità e nel pomeriggio darà spazio ai Dipartimenti dell’ASL, con attività e progetti presentati direttamente da chi li realizza.
A raccontare il significato dell’iniziativa è il Direttore Generale Marco Ricci, che lega gli Stati Generali al lavoro portato avanti dall’azienda negli ultimi mesi: nuove tecnologie, servizi più accessibili, strutture territoriali e interventi che puntano a rendere più semplice il rapporto tra cittadini e sanità.
Gli Stati Generali arrivano dopo una fase intensa di cambiamenti. Che cosa vuole raccontare l’ASL con questa prima edizione?
«Vogliamo innanzitutto raccontare quello che l’ASL fa ogni giorno, nei suoi ospedali e sul territorio, nel campo della cura e della prevenzione. Ma vogliamo farlo mettendo insieme le persone che questa sanità la vivono e la costruiscono: rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali e locali e, soprattutto, i professionisti che lavorano sul campo. Ringrazio per questo chi ha scelto di aderire all’iniziativa, a partire dal Presidente della Regione Alberto Cirio e dall’Assessore alla Sanità Federico Riboldi.
L’idea è dare vita a una giornata diversa dal consueto, di rilievo ma allo stesso tempo aperta a tutta la cittadinanza. Gli Stati Generali devono essere un momento nel quale l’ASL si presenta, fa conoscere le attività che svolge, quello che è stato realizzato e mette al centro le persone che ogni giorno contribuiscono al funzionamento del sistema sanitario».
Il racconto parte dal lavoro quotidiano e dalle innovazioni introdotte e arriva fino ai servizi pensati per rendere più semplice l’accesso alle cure. «L’ultima novità, in ordine di tempo, è la nuova TAC di ultima generazione, la seconda installata all’ospedale di Vercelli. È un investimento tecnologico importante, ma il suo valore si misura soprattutto nella possibilità di offrire ai cittadini strumenti diagnostici più avanzati.
Nello stesso percorso rientra la riorganizzazione del Centro prelievi di Borgosesia, con un orario più ampio, la possibilità di prenotare e un percorso dedicato alle donne in gravidanza, alle neomamme e ai bambini, sulla scia del modello già sperimentato da aprile a Vercelli.
C’è poi il lavoro realizzato grazie ai fondi PNRR. Tra la primavera e l’estate abbiamo completato, rispettando i tempi previsti dal Ministero, l’apertura delle Case della Comunità di Varallo, Santhià e via Crosa a Vercelli e dell’Ospedale di Comunità di Gattinara. E con l’Ambulatorio medico mobile abbiamo portato le prestazioni direttamente nei comuni più decentrati di Valsesia e Valsessera: in dieci tappe sono state erogate oltre 200 prestazioni specialistiche di screening, tra ginecologia, pediatria, oculistica e cardiologia».
A Vercelli il cambiamento riguarda anche l’organizzazione dell’ospedale e il modo in cui i cittadini lo vivono. «Abbiamo introdotto la partoanalgesia in Ostetricia e aperto il nuovo reparto di Dermatologia, dotato di una sala operatoria interna. Al Pronto soccorso abbiamo realizzato l’area Semintensiva con quattro posti letto, una nuova sala d’attesa davanti al triage e, all’esterno, il nuovo posto di Polizia.
Sul fronte della tecnologia, il robot chirurgico Da Vinci, donato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, viene utilizzato dalla Chirurgia generale e dall’Urologia. Ma per noi innovare significa anche intervenire su aspetti che possono sembrare meno grandi e che invece incidono molto sull’esperienza quotidiana delle persone.
Per questo abbiamo lavorato sull’umanizzazione dell’ospedale, con la nuova sala d’attesa del CUP interno, il locker Amazon e una segnaletica orizzontale colorata al piano terra e in Radiologia, per aiutare l’utenza a orientarsi. Abbiamo inoltre rivisto la viabilità, mettendo in sicurezza gli accessi dei mezzi di emergenza e separandoli dai percorsi dei pazienti e dall’area pedonale, e aumentato i parcheggi riservati alle persone con disabilità, ai pazienti oncologici e ai dializzati».
Il percorso coinvolge anche Borgosesia. «Il piano di potenziamento avviato nell’ottobre 2025 ha portato tre nuovi ambulatori specialistici – pediatrico, chirurgia della mano e medicazioni per piccoli interventi – e ha portato a 20 il numero complessivo degli ambulatori. Abbiamo inoltre esteso l’orario del CUP fino alle 17.
Anche il Pronto soccorso è stato ampliato con l’Osservazione Breve Intensiva e con una nuova apparecchiatura radiologica ad alta tecnologia per le emergenze. Durante l’estate, questa tecnologia ha permesso di garantire la continuità del servizio attraverso la telerefertazione in tempo reale. Infine, sono stati attivati 20 posti letto di Continuità Assistenziale a Valenza Sanitaria, destinati a diventare 30».
Tutto questo come ha inciso sull’attività?
«I numeri ci dicono che il lavoro sta producendo effetti concreti. Nel corso del 2025 abbiamo superato i 2 milioni di prestazioni specialistiche ambulatoriali, comprendendo prime visite, controlli ed esami specialistici. E il trend continua a migliorare anche nelle sedi territoriali, non soltanto nel capoluogo: entro la fine del 2026 prevediamo di superare i 2,4 milioni di prestazioni, con un incremento del 10%, andando oltre lo standard richiesto dal Ministero».
Come si è giunti a questi risultati, cosa c’è dietro?
«Sicuramente il personale. Abbiamo investito sul reclutamento e sul rafforzamento degli organici. C’è un dato che considero particolarmente significativo: le cessazioni volontarie dei dirigenti medici sono passate da 26 nel 2023 e 24 nel 2024 a 15 nel 2025 e a 11 nel 2026. Tra gli infermieri, invece, siamo passati da 27 nel 2024 a 19 nel 2025 e a 10 nel 2026. Questo evidente calo trend positive testimonia un maggior senso di affezione dei dipendenti verso l’azienda, cosa di cui vado particolarmente fiero.
In questo percorso si inserisce anche il nuovo Atto Aziendale, che ha ridefinito l’organizzazione dell’ASL mettendo in relazione competenze, responsabilità e integrazione tra ospedale e territorio e offrendo ai professionisti una cornice nella quale poter esprimere al meglio il proprio ruolo.
Per questi risultati voglio ringraziare la dottoressa Tiziana Ferraris, nostro Direttore Sanitario, che mi accompagna in questo percorso. La ringrazio in particolare per la sua capacità di trovare sempre soluzioni, di confrontarsi con i medici, ascoltare le diverse esigenze mediando anche nelle situazioni più complesse per cercare sempre di trovare un punto di equilibrio.
Voglio ringraziare i medici, gli infermieri e gli OSS per il lavoro quotidiano a contatto con i pazienti. Il loro impegno trova riscontro anche negli encomi che arrivano all’URP e nelle numerose lettere di ringraziamento pubblicate sui giornali locali.
Un grazie va anche al personale amministrativo, il cui lavoro resta spesso meno visibile ma è indispensabile per il funzionamento dell’Ente. Un ringraziamento particolare va allo staff di Direzione, un team multidisciplinare di professionisti che affianca quotidianamente la Direzione strategica attraverso competenze specialistiche, supporto operativo e orientamento sui diversi ambiti di attività. Un gruppo di professionalità diverse e complementari – dal diritto all’ingegneria, dalla comunicazione ai servizi sociali, fino all’organizzazione della pubblica amministrazione – che contribuisce all’analisi delle questioni, alla definizione delle soluzioni e al supporto dei processi decisionali. A loro va un ringraziamento particolare anche per il lavoro che stanno dedicando all’organizzazione degli Stati Generali, un impegno che stanno portando avanti con grande disponibilità, dedicandovi anche parte del loro tempo libero.
In ultimo mi preme ringraziare il Liceo Artistico Alciati di Vercelli, l’Alberghiero Sergio Ronco di Trino e la Casa Circondariale di Vercelli che stanno fattivamente collaborando con noi nella realizzazione dell’evento».
L’appuntamento, rivolto ad un pubblico ampio, è quindi fissato per il 6 novembre al Teatro Civico di Vercelli. «Invito a partecipare associazioni, enti del terzo settore, scuole, mondo della sanità pubblica e privata e privati cittadini. Sarà un primo evento dalla formula inedita, pensato per far conoscere la nostra ASL che non ha soltanto il compito di curare, ma anche quello di contribuire, attraverso il lavoro sul territorio, al benessere della collettività e alla prevenzione dell’insorgenza delle patologie. Ricordiamo infatti che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute come stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplicemente l’assenza di malattia o infermità».
Scopri di più sull’evento e come partecipare
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Comunicato stampa n. 77/2026