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L’ASL di Vercelli rimodulerà ulteriormente i posti letto ospedalieri dedicati ai pazienti Covid, in modo da poter far fronte alle esigenze assistenziali individuate a livello regionale per questa quarta ondata della pandemia.

L’ospedale Sant’Andrea di Vercelli avrà posti letto dedicati all’alta e alla media intensità, mentre l’ospedale SS Pietro e Paolo di Borgosesia potrà gestire pazienti ad intensità bassa e media.

A Vercelli il nuovo assetto prevede 6 posti ad alta intensità (in Rianimazione) e 44 posti letto a media intensità. A Borgosesia i 10 posti letto a bassa-media intensità attivati dal 27 dicembre, verranno implementati nei prossimi giorni di ulteriori 7 posti letto.

L’attivazione dei nuovi posti letto Covid a Vercelli avverrà successivamente alla dimissione dei pazienti non Covid attualmente ricoverati nei reparti di Pneumologia e Malattie infettive.

Assecondando le disposizioni del DIRMEI per la programmazione delle attività ospedaliere e ambulatoriali, dal 3 gennaio saranno mantenuti i ricoveri in regime d’urgenza e i ricoveri programmati oncologici; per quanto riguarda le attività ambulatoriali, saranno mantenute quelle non procrastinabili, cioè le prestazioni di tipo Urgente, di tipo Breve e gli screening oncologici. Gli interventi non urgenti e le prestazioni procrastinabili saranno sospese e riprogrammate. 

Contestualmente alla rimodulazione dei posti letto, l’ASL ha orientato parte del personale verso un ulteriore potenziamento della campagna vaccinale, al fine di procedere alla vaccinazione di 23.848 persone il cui Green pass scadrà entro fine gennaio e per proseguire con il calendario vaccinale ordinario. Gli hub vaccinali di Caresanablot, Borgosesia e Santhià lavorano a pieno regime, così come gli ambulatori dedicati alla vaccinazione dei bambini da 5 a 11 anni. Anche il numero dei tamponi molecolari processati supera ormai i 600 al giorno e ha raggiunto il massimo potenziale.

“Ad un anno esatto dall’avvio della Campagna vaccinale dedicata al Covid l’ASL di Vercelli sta mantenendo alta la guardia – spiega il Direttore Generale, Eva Colombo – In un anno sono state eseguite 290.000 dosi di vaccino e sono state vaccinate 129.067 persone su una popolazione residente nel territorio di competenza ASL di 164.511 (compresi i 4.146 bambini della fascia tra 0-4 anni che al momento non viene vaccinata). Anche sui tamponi l’impegno è stato costante, con 80.000 tamponi molecolari processati.
Anche in termini di risorse umane, l’impegno di medici, infermieri e personale amministrativo non è mai mancato: alla campagna hanno contribuito i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e il personale dei vari reparti ospedalieri che si è messo a disposizione per agevolare la campagna vaccinale, in un contesto ormai strutturale dove non è semplice reperire nuovo personale sanitario".

"In questo scenario complesso e in continua evoluzione – aggiunge Colombo – ritengo necessario mandare un messaggio rassicurante: guardando i numeri tra 2020 e 2021, emerge chiaramente come la campagna vaccinale stia ben funzionando nel ridurre il numero delle vittime e il sovraccarico degli ospedali con la conseguente riduzione dell’occupazione dei posti letto in area medica e intensiva, così come l’intensità dei sintomi correlati alla malattia.
E’ un dato oggettivo che ad oggi i ricoverati siano soggetti giovani non vaccinati, grandi anziani anche vaccinati ma con una situazione generale già compromessa e anziani non vaccinati perché sconsigliati da figli novax. E’ un vero peccato, in questa fase – prosegue Colombo - che ancora molte persone siano reticenti al vaccino, e che la nostra ASL allineandosi alle indicazioni regionali, debba rimodulare le attività a discapito dei ricoveri ordinari e delle prestazioni ambulatoriali per le quali era in atto una task force per far rientrare le liste d’attesa”.